Eventi Aido Provinciale

Santa Messa a ricordo di Leonida Pozzi - 2026

12 Agosto 2026

AIDO, al Tempio del Donatore il ricordo di Leonida Pozzi e dei presidenti scomparsi

Vilminore di Scalve 11 agosto 2026

Nella chiesetta di San Pietro alla Pieve, l’antico oratorio di Vilminore di Scalve conosciuto anche come Tempio del Donatore, si è celebrata la Messa in ricordo di Leonida Pozzi e dei presidenti provinciali AIDO defunti. Un appuntamento sentito, nel luogo particolarmente caro a Pozzi, che ha riunito cittadini, villeggianti e rappresentanti delle associazioni impegnate nella cultura del dono.

La celebrazione è stata presieduta da don Angelo Scotti. Erano presenti il presidente provinciale di AIDO Bergamo Giampiero Zanoli, il vicepresidente Franco Cometti, il consigliere provinciale Everardo Cividini e Giorgio Pizio, presidente dei Donatori Sangue Valle di Scalve.

Leonida Pozzi è stato una delle figure più importanti nella storia di AIDO. Presidente provinciale di Bergamo e consigliere nazionale dal 1988 al 2008, ricoprì anche gli incarichi di presidente regionale lombardo e di vicepresidente vicario nazionale. Trapiantato di fegato nel 1998, fece della propria esperienza personale un’occasione di testimonianza, spendendosi con concretezza e determinazione per promuovere la donazione e la speranza dei trapianti. Il suo impegno contribuì a rendere AIDO Bergamo una delle realtà più forti e radicate del Paese.

Nel saluto iniziale, don Angelo Scotti, parroco di Tagliuno, ha evidenziato il significato della Messa come momento capace di abbracciare tutte le comunità del territorio. Le associazioni del dono, è stato ricordato, sanno tenere insieme paesi e persone diversi, ma uniti da radici comuni e dalla disponibilità ad aiutarsi quando occorre.

Nell’omelia il sacerdote ha invitato a non lasciare che i “bocconi amari” della vita associativa, familiare o personale si trasformino in rancore. Anche quando si hanno ragioni fondate, ha osservato, occorre saperle esprimere con chiarezza e rispetto, perché il modo in cui ci si pone di fronte agli altri può salvare o compromettere le relazioni.

Richiamando il Vangelo e l’esempio di santa Chiara, il celebrante ha proposto uno stile di semplicità ed essenzialità: non sono le cose possedute a rendere piena la vita, ma le relazioni autentiche, la fraternità e la capacità di ricominciare. Alle associazioni ha quindi rivolto l’augurio di custodire soprattutto unità e serenità, senza lasciare che incombenze, burocrazia o incomprensioni facciano perdere di vista il senso del servizio.

Il dono del sangue, degli organi e del midollo è stato infine indicato come segno di un dono più grande: mettere la propria vita a disposizione degli altri.

Foto di Everardo Cividini e Franco Cometti

Filmato di Everardo Cividini

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