




L'inossidabile Everardo Cividini presidente del gruppo di Grassobbio fa tappa portando la bandiera del dono al Rifugio San Lucio, situato a 1.027 metri sul monte che domina Clusone e il suo altopiano.
Accanto al rifugio sorge l’antica chiesetta dedicata a San Lucio, protettore dei mandriani e dei casari. La cappella, già presente nel Cinquecento, fu costruita dagli allevatori che trascorrevano lunghi periodi sui pascoli della zona.
Il rifugio, raggiungibile a piedi da Clusone attraverso diversi itinerari, è anche un punto di partenza per escursioni verso il Pianone e il Pizzo Formico. Una meta meno elevata delle grandi cime orobiche, ma altrettanto significativa per diffondere il messaggio di “In vetta per il dono della vita”.
Così scrive il presidente Cividini:
«Un felice ritorno a Clusone e al Rifugio San Lucio, dove, durante la fanciullezza, trascorrevo i quattro mesi estivi nella casa di mia nonna Savoldelli.
Il rifugio era la meta della nostra escursione settimanale: partivamo a piedi dal centro di Clusone e affrontavamo la salita accompagnandola con i canti di montagna.
AIDO serve anche a questo: a farci rivivere momenti felici e spensierati, custoditi nella memoria insieme a tanti piacevoli aneddoti. Proprio a Clusone ho imparato il valore della solidarietà attraverso un panino e un po’ d’acqua condivisi.
Perché, allora, non allargare oggi quella stessa condivisione alle persone in lista d’attesa, offrendo loro la speranza e la gioia del DONO?».
Ecco la preghiera dell'Alpino scritta sulla tavola di legno
Su le nude rocce, sui perenni ghiacciai, su ogni balza delle Alpi ove la Provvidenza ci ha posto a baluardo fedele delle nostre contrade, noi, purificati dal dovere pericolosamente compiuto, eleviamo l’animo a Te, o Signore, che proteggi le nostre mamme, le nostre spose, i nostri figli e fratelli lontani e ci aiuti a essere degni delle glorie dei nostri avi.
Dio onnipotente, che governi tutti gli elementi, salva noi, armati come siamo di fede e di amore.
Salvaci dal gelo implacabile, dai vortici della tormenta, dall’impeto della valanga; fa’ che il nostro piede posi sicuro su le creste vertiginose, su le diritte pareti, oltre i crepacci insidiosi; rendici forti a difesa della nostra Patria e della nostra Bandiera.
E Tu, Madre di Dio, candida più della neve, Tu che hai conosciuto e raccolto ogni sofferenza e ogni sacrificio di tutti gli Alpini caduti, Tu che conosci e raccogli ogni anelito e ogni speranza di tutti gli Alpini vivi e in armi, Tu benedici e proteggi i nostri Reggimenti, i nostri Battaglioni, i nostri Gruppi, le nostre Compagnie e le nostre Batterie.
Amen.