
Sarnico
Una rassegna che non è soltanto teatro, ma identità, lingua e comunità. Torna a Sarnico “Sarnèch chè grega”, la rassegna dialettale giunta alla sua sedicesima edizione, appuntamento ormai consolidato della primavera sul territorio, capace di richiamare pubblico e compagnie da tutta la provincia.
Dal 10 aprile al 22 maggio, il Teatro Junior ospiterà sei serate – tutte con inizio alle 21 – in un percorso che mette al centro il teatro popolare bergamasco, con commedie e musical capaci di raccontare, con ironia e verità, la vita quotidiana di ieri e di oggi.
Ad aprire il cartellone sarà «Ghè pö i mester dè ’na òlta» (di Maria Mangano, Compagnia teatrale amatoriale “Don Michele Signorelli” di Predore), seguito da «Per solcc, per onur, per amur» (di Giovanni Colombo, Gruppo teatrale “La Sfongada” di Tavernola Bergamasca) e «I miràcoi del frà Sircòt» (di Fabrizio Dettamenti, Compagnia teatrale “Il Sottoscala Luigi Colombo” di Rosciate). A maggio spazio a «Che fadiga a spusàs» (di Mario Gervasoni, Compagnia dialettale “La Combricola Gino Gervasoni” di Gazzaniga), «La tisana della zia Agata» (di Camillo Vittici, Compagnia teatrale “Padre Cesare Albisetti” di Terno d’Isola) e, in chiusura, «Troppi sotto un tetto» (di Giuliano Citaristi, Compagnia teatrale “Gli Aristogatti” di Villongo), che accompagnerà anche il momento conclusivo delle premiazioni.
Sul palco si alterneranno compagnie storiche e gruppi amatoriali provenienti da diverse realtà della bergamasca. Una pluralità di voci che restituisce la vitalità di un teatro che, pur nelle sue forme semplici, continua a essere uno dei luoghi più autentici di trasmissione della cultura locale. Non è un dettaglio: il dialetto, qui, non è nostalgia. È uno strumento vivo, capace di far ridere, riflettere e riconoscersi. E forse proprio per questo la rassegna continua a funzionare: perché parla la lingua della gente, senza filtri.
L’iniziativa è promossa dalla Parrocchia di San Martino e dalla compagnia locale “Crazy Company for don Jhon, con il sostegno di Comune, Pro Loco, Avis, Aido ed Admo, e mantiene anche una finalità concreta: l’intero ricavato sarà destinato a opere parrocchiali. A completare il programma, l’assegnazione del premio speciale «Domenico Savoldi e Carmen Bellini», a conferma di una rassegna che non si limita a proporre spettacoli, ma custodisce una memoria e la rilancia, anno dopo anno, davanti a una platea che continua a riconoscersi in quelle storie.
Mario Dometti