
Uomo, sacerdote, alpino e donatore: don Carlo Gnocchi ha dedicato la propria vita alle persone più fragili, trasformando la solidarietà in impegno concreto. Nel settantesimo anniversario della sua morte, AIDO Provinciale Bergamo e la Sezione ANA di Bergamo propongono un’occasione per ricordarne la testimonianza e riflettere sul valore del dono.
La serata intreccerà il racconto della vita del Beato, scritto e interpretato da Palmiro Rainieri, con i canti del coro «Voci del Brembo», diretto dal maestro Valter Sala. Sarà presente anche una reliquia di don Gnocchi, concessa dalla parrocchia di Vilminore di Scalve e custodita nel Tempio del Donatore, luogo condiviso da AVIS, AIDO e ADMO.
L’iniziativa nasce da una collaborazione che guarda anche ai più giovani. AIDO ha proposto agli Alpini di portare ai ragazzi e alle ragazze dei campi scuola il messaggio della donazione di organi, tessuti e cellule. Un primo incontro con i partecipanti si è già svolto; l’auspicio è che l’esperienza possa essere riproposta dai gruppi comunali nei rispettivi territori.
«La testimonianza di don Carlo Gnocchi ci ricorda che prendersi cura della vita significa stare accanto alle persone e non lasciare solo chi è più fragile. Il suo esempio parla ancora alle nuove generazioni e ci aiuta a trasmettere il valore del dono come scelta di solidarietà e speranza», afferma Gianpietro Zanoli, presidente di AIDO Provinciale Bergamo.
La serata è stata organizzata con i Gruppi AIDO e Alpini di Stezzano, grazie alla disponibilità del presidente ANA Giorgio Sonzogni e al lavoro di Matteo Cerea, referente della Commissione Cultura. L’iniziativa ha il patrocinio del Comune di Stezzano e della Fondazione Don Carlo Gnocchi. Il patrocinio è anche della Diocesi di Bergamo, tramite l’Ufficio per la Pastorale della Salute.