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Gruppo di Caravaggio: cinquant’anni al servizio della vita

8 Giugno 2026

Caravaggio 31 maggio 2026

Una storia lunga cinquant’anni, costruita sulla convinzione che anche dopo la morte sia possibile donare vita. Il Gruppo Comunale AIDO di Caravaggio ha festeggiato il traguardo del mezzo secolo di attività con una giornata che ha unito memoria, riconoscenza e impegno verso il futuro.

Fondato il 15 maggio 1976, il sodalizio caravaggino ha saputo diventare nel tempo un punto di riferimento nella diffusione della cultura della donazione di organi, tessuti e cellule. Alla guida dell’associazione si sono succeduti Mario Pontoglio, Arturo Rossetti, Renato Ferri e l’attuale presidente Sergio Pesenti, che dal 2014 coordina il gruppo e ricopre anche incarichi negli organismi provinciali e regionali dell’AIDO.

Alla celebrazione hanno preso parte i rappresentanti di 23 gruppi AIDO della provincia di Bergamo, affiancati dalle delegazioni di Lodi e Lodi Vecchio. Dopo il ritrovo all’oratorio San Luigi Gonzaga, il corteo accompagnato dal corpo bandistico cittadino ha raggiunto il cimitero, dove è stato deposto un omaggio floreale al monumento del Donatore. La giornata è poi proseguita con la celebrazione eucaristica presieduta dal parroco monsignor Giansante Fusar Imperatore e animata dalla Corale don Domenico Vecchi, per concludersi con il pranzo sociale.

Presenti anche il sindaco Claudio Bolandrini, il vice sindaco Ivan Legramandi, l’assessore Licia Capetti, il presidente del Consiglio comunale Carlo Mangoni e il presidente dell’Avis cittadina Saulo Castelli, a testimonianza del forte legame che l’associazione ha saputo costruire con il territorio.

Nel corso della mattinata il presidente provinciale Gianpietro Zanoli ha richiamato l’importanza dell’informazione ai cittadini al momento del rinnovo della carta d’identità, mentre il presidente regionale Antonio Sartor ha illustrato le iniziative promosse da AIDO Lombardia per rafforzare la sensibilizzazione sul tema della donazione.

Pesenti ha invece ripercorso brevemente la storia del gruppo, ringraziando quanti, in questi cinquant’anni, hanno contribuito alla crescita dell’associazione. Un pensiero particolare è stato rivolto ai giovani, chiamati a raccogliere un’eredità fatta di volontariato, responsabilità e attenzione verso il prossimo. Perché la cultura del dono, oggi come nel 1976, continua a rappresentare uno dei volti più autentici della solidarietà.

Mario Dometti

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