
Bergamo 11 maggio 2026
All’ospedale ASST Papa Giovanni XXIII nasce uno spazio pensato per accompagnare le famiglie nei momenti più delicati. È stata infatti inaugurata la nuova «Stanza della Vita», un ambiente collocato accanto alle Terapie intensive e destinato ai colloqui tra operatori sanitari e parenti di pazienti in condizioni gravissime.
Non una semplice sala d’attesa, ma un luogo progettato per favorire ascolto, dialogo e vicinanza umana quando occorre affrontare decisioni difficili, come quelle legate alla donazione degli organi o alla comunicazione di aggiornamenti clinici particolarmente complessi. Luci, materiali, arredi e colori sono stati studiati per rendere l’ambiente più raccolto e meno impersonale, cercando di attenuare almeno in parte il peso di situazioni spesso drammatiche.
Il progetto è nato dalla collaborazione tra l’ospedale bergamasco, AIDO Provinciale Bergamo e la Scuola d’Arte «Andrea Fantoni» di Bergamo. Gli studenti della classe quinta dell’indirizzo Arredo e Design del CFP Fantoni hanno partecipato direttamente alla progettazione e alla realizzazione dello spazio, trasformando un ambiente ospedaliero in un luogo più accogliente e umano. L’intervento complessivo ha richiesto un investimento di circa 30 mila euro.
«Questa stanza rappresenta un modo concreto di intendere la sanità: non soltanto cura, ma anche attenzione alle relazioni e alla persona», ha sottolineato il direttore generale Francesco Locati durante la presentazione. Un concetto condiviso anche dai professionisti impegnati nel coordinamento trapianti, che hanno evidenziato quanto sia importante poter parlare con le famiglie in un contesto adeguato, rispettoso e riservato.
Nel 2025 il Papa Giovanni XXIII ha sfiorato i 200 trapianti e in 42 casi gli organi provenivano da donatori deceduti proprio nell’ospedale bergamasco. Numeri che raccontano una rete di solidarietà costruita negli anni grazie all’impegno dei sanitari e al lavoro di sensibilizzazione portato avanti dai volontari AIDO.
Mario Dometti
Per Gianpietro Zanoli, presidente provinciale AIDO, la nuova stanza rappresenta «l’ultimo anello di una lunga catena di solidarietà», mentre Luca Lorini, direttore del Dipartimento di Emergenza-Urgenza e Area critica, ha ricordato come anche i medici abbiano bisogno di luoghi adeguati per affrontare colloqui tanto delicati.