
Un sentiero tra boschi, borghi e luoghi cari alla gente della Valle, ma soprattutto un percorso che parla di vita, speranza e generosità. È il «Sentiero del Dono della Media Valle Imagna», inaugurato grazie all’impegno di AIDO e AVIS, dei Comuni di Bedulita, Capizzone e Strozza e di quanti hanno collaborato alla sua realizzazione.
Non è soltanto un itinerario da percorrere a piedi. Lungo il tragitto, ben segnalato, si incontrano scorci di grande bellezza, edifici religiosi, testimonianze della storia locale e i tre monumenti al donatore presenti nei paesi coinvolti. Si può arrivare anche al Santuario della Madonna della Cornabusa, meta amata dai valligiani e dai pellegrini.
Camminando si riscopre il piacere di andare con calma, di guardarsi attorno e di rispettare il passo degli altri. Ma il messaggio più forte del Sentiero è un altro: invitare ciascuno a guardare oltre sé stesso. Perché donare, che si tratti di sangue, organi o tempo per gli altri, significa scegliere di essere vicini alla vita.
Il Sentiero del Dono è dunque un invito semplice e concreto: mettersi in cammino, conoscere il territorio e ricordare che un gesto di generosità può cambiare il destino di una persona e di una famiglia.








12 settembre 2026
Buongiorno a tutti voi, alle autorità presenti e al signor Giampietro Zanoli, presidente di AIDO provinciale.
Oggi, con orgoglio e tanta emozione, siamo qui per inaugurare il Sentiero del Dono della Media Valle Imagna.
Alcuni anni fa ho accolto la sfida della presidente di AIDO Valle Imagna, Monica Bolis, di proseguire il percorso da loro già iniziato, che nelle prossime tappe raggiungerà l’ospedale Papa Giovanni XXIII, luogo simbolo della donazione di organi.
La realizzazione del Sentiero ha richiesto la collaborazione di diversi enti. Prima di proseguire, voglio ringraziare di cuore il BIM, Bacino Imbrifero Montano, per il contributo dato; i Comuni di Bedulita, Capizzone e Strozza per il patrocinio; il signor Patrizio Rigodanza della ditta Ingenia, che ha realizzato a costo zero la mappa per le cartine; Fabio Capelli, che ha studiato e segnato il percorso del Sentiero; Cinzia Salvi, per le fotografie inserite nel pieghevole; e infine i direttivi di AIDO e AVIS, per l’impegno e la messa in opera del progetto.
Lungo il percorso si incontrano i nostri tre monumenti al donatore, collocati rispettivamente a Bedulita, Capizzone e Strozza: un richiamo alla sensibilizzazione e alla promozione della cultura del dono.
È inoltre possibile raggiungere il Santuario della Madonna della Cornabusa, molto caro a tante persone della Valle e non solo.
Percorrendo l’itinerario, ben segnalato da numerosi cartelli indicativi e targhette personalizzate, ci si può soffermare ad ammirare luoghi di interesse religioso, architettonico e paesaggistico. E tutto questo camminando, perché, come suggerito nel pieghevole, siamo convinti che nel camminare ci sia un valore speciale: si ascolta la natura, si osserva, si contempla, si rispetta il passo degli altri e si trova il proprio ritmo.
Il valore più grande, tuttavia, è quello di guardare oltre sé stessi, oltre i bisogni individuali, per aprirsi con generosità a un bene più ampio.
La donazione di organi non è soltanto un atto di responsabilità sociale, ma anche un’espressione della fraternità universale che ci lega gli uni agli altri.
Ogni passo compiuto su questo Sentiero non sarà soltanto un cammino immerso nella natura, ma un omaggio vivo a chi ha scelto di donare vita e un invito a chi ancora non conosce la bellezza di questo gesto.
Auguro a tutti i camminatori e a tutti noi di ritrovare lungo questi passi il senso più profondo della solidarietà e della speranza.
Grazie di cuore a tutti voi per essere qui e per essere, ogni giorno, al fianco della vita.
Buon cammino.
Wilma Angiolini