01 agosto 2026
Maurizio e Giovanna Vanucci, marito e moglie, sono rispettivamente un trapiantato di rene e la sua donatrice. La loro storia è racchiusa in un’immagine semplice ma efficace: «Il tandem come metafora della vita: insieme si affrontano meglio tutte le difficoltà».
«Ho ereditato da mia madre una malattia genetica, il rene policistico autosomico dominante. Di tre figli, sono stato l’unico a ereditarla. L’ho scoperto quando avevo diciannove anni; oggi ne ho cinquantasette».
Inizia così il racconto di Maurizio. «Mia madre è morta nel 2000, dopo tredici anni di dialisi: un calvario per lei e anche per me, che l’accompagnavo tre volte alla settimana in ospedale. Un incubo al quale non avrei mai voluto arrivare».
La malattia di Maurizio provoca la formazione di cisti nei reni, che aumentano progressivamente di volume, causando l’ingrossamento degli stessi organi. Quando la patologia giunge a uno stadio avanzato, le uniche soluzioni sono la dialisi o il trapianto.
«Nel 2002 ho conosciuto Giovanna e le ho raccontato della mia malattia, anche se allora stavo ancora bene. Lei mi disse fin da subito che, quando ce ne fosse stato bisogno, mi avrebbe donato uno dei suoi reni».
E così è stato. Alla fine del 2021 Maurizio e Giovanna hanno iniziato l’iter di accertamenti necessario per il trapianto, senza sapere se fossero compatibili.
«Lo eravamo e il 27 settembre 2022 abbiamo affrontato il trapianto a Padova», racconta Maurizio.
Per Giovanna si è trattato di una scelta immediata: «Il mio è stato un gesto naturale e spontaneo. Non ho pensato nemmeno per un istante di tirarmi indietro. D’altronde, che cosa siamo nati a fare se amiamo una persona e non facciamo il suo bene?».
Dopo il trapianto, per Maurizio è iniziato il periodo della riabilitazione. «Durante l’inverno abbiamo sempre camminato; poi, a marzo, abbiamo ripreso ad andare in bicicletta, uno sport che ho sempre praticato e al quale sono riuscito ad appassionare anche Giovanna».
È stata proprio Giovanna a ideare l’iniziativa “Due cuori un tandem”, che ha portato la coppia a percorrere 1.500 chilometri attraverso Marche, Abruzzo, Molise, Lazio, Toscana e Umbria, con l’obiettivo di sensibilizzare il maggior numero possibile di persone sulla donazione degli organi.
La partenza è avvenuta il 7 settembre 2023 da Riccione, la loro città. Il ritorno è stato il 27 settembre, giorno del primo anniversario del trapianto.
«Io nasco come non sportiva – racconta Giovanna –. Amiamo molto viaggiare e, negli ultimi anni, avevamo iniziato a farlo anche in bicicletta. Prima del trapianto pensavo a come sarebbe stata la nostra vita dopo l’operazione e la bicicletta mi spaventava un po’. Allora ho pensato al tandem, inteso non soltanto come mezzo meccanico, ma anche come metafora della vita: insieme si affrontano meglio tutte le difficoltà. Il 27 settembre dell’anno precedente non avremmo mai immaginato di riuscire a compiere un viaggio simile».
«Il tandem ci ha uniti ancora di più. Ci siamo trovati, capiti e sostenuti: dove non arrivava uno, arrivava l’altro».
L’iniziativa ha ricevuto il plauso dell’AIDO, del CONI, delle tante persone che hanno seguito il viaggio sui social e di quanti, nelle diverse città attraversate, hanno accolto e applaudito Maurizio e Giovanna al loro arrivo.
«Il nostro è un viaggio di sensibilizzazione e di speranza, ma anche una dimostrazione concreta: vorremmo far capire a tutti che si può praticare sport anche dopo un trapianto di organi», sottolinea Maurizio.
Da quel primo viaggio sono trascorsi tre anni e la strada percorsa, in tutti i sensi, è stata molta. Ogni settembre Maurizio e Giovanna sono tornati a pedalare con il loro “Tandem Intrepido”, affiancando a ciascun viaggio una raccolta fondi.
I coniugi Vanucci sono stati protagonisti anche alla quinta edizione del Giro d’Italia Giovani Under 23: in sella al loro inseparabile tandem, hanno partecipato alla tappa finale di Forlimpopoli insieme alla carovana dei trapiantati, portando sulle strade del Giro una testimonianza concreta di speranza, gratitudine e amore per la vita.
Il primo anno l’iniziativa è stata promossa a favore di AIDO Emilia-Romagna e ha permesso di assegnare tre borse di studio dedicate al tema del trapianto di organi. Il secondo anno la raccolta ha sostenuto ADMO Emilia-Romagna, attraverso un progetto pilota realizzato insieme all’ospedale Sant’Orsola di Bologna. Quest’anno, invece, sarà destinata al Centro grandi ustionati dell’ospedale Bufalini di Cesena.
In questi anni Maurizio e Giovanna sono stati più volte ospiti della RAI e di altre emittenti televisive nazionali. Il loro progetto può inoltre contare sul sostegno di diversi partner, che ne condividono le finalità e li accompagnano nel loro cammino.
Un cammino fatto di sport, solidarietà e gratitudine per la vita ritrovata, affrontato sempre insieme: proprio come su un tandem.
Everardo Cividini
La storia di Maurizio e Giovanna ricorda che la donazione non è soltanto un gesto capace di salvare una vita, ma può diventare l’inizio di un nuovo cammino. Il rene donato da Giovanna ha restituito a Maurizio salute, energie e progetti; insieme, però, i due hanno saputo trasformare quella scelta personale in un messaggio rivolto a tutti. Il loro tandem rappresenta così qualcosa di più di un mezzo con cui percorrere chilometri: è il simbolo di una vita affrontata fianco a fianco, nella quale la fatica si divide, la speranza si moltiplica e ogni traguardo acquista un significato più grande quando viene raggiunto insieme.